12 marzo 2010

"Maronn mi" !!!


Ho capito che è meglio non pensarci troppo.
Allora butto giù quello che, non la testa, ma il poslo, la mano, le dita e il cuore vogliono dire:

Certi frangenti scorrono via troppo in fretta. Il tempo di arrivare, ed ecco che li vedi subito uscire dalla porta.
Certi frangenti sono composti da un frastagliato mosaico di sensazioni, e parlare conta davvero poco.
In altri invece vorrei potermi esprimere con più completezza, ma non ci riesco, qualcosa mi blocca, e dico le cose a metà, o male. E ciò è terribilmente frustrante.

Scrivere invece è tutt'altra materia. Tra le righe mi sento al sicuro, protetto ed indirizzato su un albo sentiero da caplestare con le orme dell'inchiostro.
Bembo diceva che i mercanti dovevano avere le dita sempre sporche d'inchiostro.
La scrittura è viva, muta, si trasforma, torna indietro, si riallaccia, si rannicchia, ma riesce sempre e comunque a mantenere la sua identità. Troppe volte la sottovalutiamo. Occhio a non commettere questo fatale errore.

Diamine vorrei sommergerti di parole, già ti vedo mentre annaspi tra vocali, dittonghi e consonati.

Aiutami tu, Carrol:

Vieni, ascolta, prima che la voce
Apportatrice di ordini amari,
Ti ingiunga di infilarti nell'odioso letto,
O triste giovinetta!
Non siamo che fanciulli invecchiati
Che s'irritano al pensiero di dover dormire.

Fuori il gelo, la neve abbacinante,
La frenesia della tempesta in delirio...
In casa il bagliore vermiglio del focolare

E il felice regno dell'infanzia.
La magia delle parole ti rapirà,
Non avvertirai più le furiose raffiche.

E sebbene l'ombra di un sospiro
Potrebbe aleggiare in questa fiaba
Al ricordo dei "Beati giorni d'estate"
E dei loro splendori fugaci...
Quel sospiro non velerà di tristezza

La gaiezza della nostra favola.

1 commento:

SophieKowalski ha detto...

La magia delle parole mi ha rapita..