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26 marzo 2010

Chiamatemi Ismaele.


...e poi d'un tratto, arriva quest'omino da chissà dove, e ti entra in testa. Non so se riuscite a vederlo; ha l'aria di essere un gran bel tirapiedi, però diamine se è carino. Si fa una bella passeggiata tra la materia grigia, caplesta qualche zona molliccia, lancia qualche urlo per sentire l'eco. Insomma prende familiaretà col tutto. O forse col poco.
E nonostante possa sembrare una presenza "discreta" inizialmente, non ti ci vuole molto a capire che non sarà affatto così.

Ismaele è pieno di pensieri, parole, sciocchezze, visioni, richiami. Ha la straordinaria capicità di frullare tutto fino a creare una poltiglia intangibile e incomprensibile. E' un distratto, è un pigro, è uno svogliato. Non ha eccessiva cura di se stesso, ma ha grande cura per gli altri.
Anche se la maggior parte delle volte non lo dimostra in modo lapalissiano.
E' un controsenso? si lo è, punto.
Morirebbe ingoiato da un freddo baratro se non potesse parlare con qualcuno. Eppure è un solitario di natura, un solitario che spesso evita di rapportarsi con le persone, con le situazioni, col mondo.
Ma non è un altro constrosenso? Si che lo è cazzo. Smettila di chiederlo.
Ha paura? Si.
Si sta sul cazzo? Si, spesse volte.
Ismaele cerca di essere sempre tranquillo e al suo posto. Crede molto nella prossemica in senso ampliato e figurato. "Invadere" o "essere invasi" sono termini che non digerisce di buon grado. L'idea generale è: se non mi espongo non comprometto. Non sembra poi così malaccio eh? Ma l'ha provato più di una volta sulla sua pelle. Non funziona per niente. Anzi. Genera risultati opposti molto dolorosi. Più cerca di non intromettersi per non rovinare un rapporto, e più questo suo non "incidere" lo rovina.
Ismale si trova spesso a disagio con il mondo che lo circonda. Non sa come agire o comportarsi in troppe faccende.

Ebbene. Immaginate che un giorno, quest'omino tirapiedi ma caruccio decide di voler entrare nella testa di Ismaele. Magari giusto per dargli uno sgaurdo, niente di più.
Ora. Capirete senza ulteriori spiegazioni, quanto qeust'evento possa ledere fortemente la sanità mentale del nostro protagonista.

Chi sei?
Da dove sei uscito?
Cosa cerchi?

No Isamele. E' inutile farsi altre domande. Tanto non ti risponde o non ti comprende. Una delle due.
Ma voi dovreste guardarlo quest'omino che si aggira per la testa del poverino...è...è...

Immaginate di essere al mare, state facendo il bagno. Siete modicamente al largo, dicamo ad almeno 100 mentri dal bagnasciuga. Il mare è discretamente mosso. Ad un tratto vedete stagliarsi sulla riva una figura familiare ma indistinta, che si sbraccia e cerca di dirvi qualcosa, per voi è però, a causa della distanza e del vorticoso baluginio delle onde, impossibile capire cosa.
Bene, ora trasportate questa situazione nella testa di Ismaele e capirete i suoi problemi e le sue difficoltà.

E allora ecco sopraggiungere di soppiatto, come una lucente lama nella notte, i tormenti, le ossessioni, i timori, le infinite domande... e mai mai mai l'ombra di una sola risposta. Come lo vogliamo far uscire questo omino? Ci spacchiamo testa contro il muro? Uhmp. Non misembra una buona soluzione, i vicini potrebbero infastidirsi per i colpi, e poi chi lo pulirebbe il muro imbrattato di sangue dopo? No no, non è per nulla una buona strada da percorrere!
Meglio seguire quel sentiero che si perde su per la montagna: aspro, impervio, travagliato, luuuuuungo. L'importante e che una volta giunti in cima non si faccia la fine di Sisifo e il suo masso. Ecco allora che il mare incomincia a calmarsi, la corrente spingerti verso la spiaggia... e, e.. sbaglio o sembra di sentire una voce?

Come dici??
...è pronto il pranzo??!!

E si che ora esco dall'acqua, non ti preoccupare...

12 marzo 2010

"Maronn mi" !!!


Ho capito che è meglio non pensarci troppo.
Allora butto giù quello che, non la testa, ma il poslo, la mano, le dita e il cuore vogliono dire:

Certi frangenti scorrono via troppo in fretta. Il tempo di arrivare, ed ecco che li vedi subito uscire dalla porta.
Certi frangenti sono composti da un frastagliato mosaico di sensazioni, e parlare conta davvero poco.
In altri invece vorrei potermi esprimere con più completezza, ma non ci riesco, qualcosa mi blocca, e dico le cose a metà, o male. E ciò è terribilmente frustrante.

Scrivere invece è tutt'altra materia. Tra le righe mi sento al sicuro, protetto ed indirizzato su un albo sentiero da caplestare con le orme dell'inchiostro.
Bembo diceva che i mercanti dovevano avere le dita sempre sporche d'inchiostro.
La scrittura è viva, muta, si trasforma, torna indietro, si riallaccia, si rannicchia, ma riesce sempre e comunque a mantenere la sua identità. Troppe volte la sottovalutiamo. Occhio a non commettere questo fatale errore.

Diamine vorrei sommergerti di parole, già ti vedo mentre annaspi tra vocali, dittonghi e consonati.

Aiutami tu, Carrol:

Vieni, ascolta, prima che la voce
Apportatrice di ordini amari,
Ti ingiunga di infilarti nell'odioso letto,
O triste giovinetta!
Non siamo che fanciulli invecchiati
Che s'irritano al pensiero di dover dormire.

Fuori il gelo, la neve abbacinante,
La frenesia della tempesta in delirio...
In casa il bagliore vermiglio del focolare

E il felice regno dell'infanzia.
La magia delle parole ti rapirà,
Non avvertirai più le furiose raffiche.

E sebbene l'ombra di un sospiro
Potrebbe aleggiare in questa fiaba
Al ricordo dei "Beati giorni d'estate"
E dei loro splendori fugaci...
Quel sospiro non velerà di tristezza

La gaiezza della nostra favola.

11 febbraio 2010

Fil rouge



Il fatto è che ultimamente il cielo è totalmente velato da una fitta coltre di nubi cineree.
Però fateci caso, c'è sempre quel maledettissimo raggio di luce che filtra.
E anche se lo vuoi, non riesci a non guardarlo, a non restarne incantato.
E come se il sole non permettesse alle nere nuvole di spezzere il legame con la terra.
Ti fotte.
Cazzo se ti fotte.

04 febbraio 2010

Esattamente un anno.

E' passato esattamente un anno.

Incredibilmente faticoso fu andarsene
Incredibilmente faticoso fu ritornare

Non è mai facile interrempore qualcosa di importante, splecialmente sapendo che deluderai qualcuno. Ancora una volta.

Non è mai facile perseguire e continuare quel qualcosa, sapendo che non ti piacerà. Ancora una volta.

E' possibile fare delle scelte senza soffrire o senza far soffrire qualcuno?
No, non credo.
Specialmente quando siamo noi stessi a scegliere di soffrire.

21 novembre 2009

Parlami


-Ti prego, parlami.
Per una volta sola, apriti e dimmi ciò che pensi, ciò che ti tormenta, che ti fa vivere costantemente in uno stato di angoscia e solitudine. Hai sempre evitato il confronto, la discussione; non credi sia arrivato il momento di sputare tutto fuori? Non credi che questo tuo comportamento da tartaruga peggiori solo e in maniera costante le cose?
Mi ricordo come se fosse ieri quella sera di fine estate, seduti uno di fronte all'altro in quella lercia bettola di periferia. Il fumo esalato da troppe bocche aleggiava confuso nell'aria, tutto attorno a noi, impregnava le pareti ricoprendele di uno strato di denso grigiore. Le luci soffuse della sala acquietavano i pensieri, e nonostante il locale fosse pieno, si riusciva a percepire soltanto un sommesso brusio, un vociare ovattato. Un'atmosfera di altri tempi. Tempi passati e orami perduti. Vivido è però il ricordo dei tuoi occhi, persi come sempre in un profondo ed incombente vuoto. Mi tenevi la mano, accarezzandola dolcemente, eppure si capiva da un miglio che il tuo era solo un gesto meccanico, nessuna passione era assolutamente percipebile.
D'improvviso i tuoi occhi s'illuminarono. Un bagliore di coscienza si riaccese. Mi guardasti e con un filo di voce: "Lo sai quanto ti voglio bene vero? e che non potrai mai capire realmente il mio stato. E' qualcosa di unico. Ci ho provato sai? ho tentato in mille modi di uscirne, ma alla fine mi sono arreso. E' tutto inutile credimi. Non ho alcuna possibilità. Devo accettare questa cosa. " e poi ancora una volta: " Lo sai che ti voglio bene vero? ".
Quando ci ripenso mi rendo conto che forse avevi ragione. Non avrei mai potuto comprendere affondo il tuo animo frantumato. Quando cade uno specchio, è davvero arduo far ritrovare ai pezzi la loro posizione originale.
Ma ora ti prego guardami! Dimmi qualcosa...
Ti sto bagnando con le mie lacrime, scusami. E che poprio non ci riesco a farmene una ragione.
Guardarti disteso, inerme, su un letto di ospedale, con una macchina che respire per te, con tutti questi tubi che ti avvolgno, ti cingono in una crudele morsa, è davvero insopportabile.
Non ti avrei dovuto mai lasciare.
Non ti avrei dovuto mai conoscere.
Forse allora...

Ti prego...
Parlami.

08 ottobre 2009

That guy



I never thought that I could be so bold
To even say these thoughts aloud
I see you with your man
Your eyes just shine
While he stands tall
And walking proud

That look you give that guy
I wanna see
Looking right at me
If I could be that guy
Instead of me
I'd never let you down

It always seems like you're going somewhere
Better than you've been before
While I go to sleep and I dream all night
Of you knocking at my door

That look you give that guy
I wanna see
Looking right at me
If I could be that guy
Instead of me
I'd be all I can be

I'm nothing like what I'd like to be
I'm nothing much I know it's true
I lack the style and the pedigree
And my chances are so few

That look you give that guy
I wanna see
Looking right at me
If I could be that guy
Instead of me
I'd give you all I got

I never thought that I could be so bold
To even say these thoughts aloud
But it, let's say, it won't work out
You know where I can be found

That look you give that guy
I wanna see
Looking right at me
If I could be that guy
Instead of me
I'd never let you down



Non pensavo di trovare il coraggio
per dire questi pensieri ad alta voce
Ti vedo con lui, e i tuoi occhi brillano
mentre lui a testa alta cammina orgoglioso

Lo sguardo che dai a quel tizio,
lo voglio vedere…
che guarda dritto verso di me
Se potessi essere quel tizio, invece di me…
Non ti deluderei mai

Sembra che tu voglia andare da qualche parte
migliore di dove sei stata prima
Mentre io vado a dormire, e sogno tutta la notte
di te che bussi alla mia porta

Lo sguardo che dai a quel tizio,
lo voglio vedere…
che guarda dritto verso di me
Se potessi essere quel tizio, invece di me…
Potrei dare il meglio di me stesso, Potrei dare il meglio di me stesso

Non sono come vorrei essere
Non sono un gran che, è vero
mi piacerebbe essere visto sotto una luce migliore
e le mie possibilità sono davvero poche

Lo sguardo che dai a quel tizio,
lo voglio vedere…
che guarda dritto verso di me
Se potessi essere quel tizio, invece di me…
Ti darei tutto quel che ho

Non pensavo di trovare il coraggio
per dire questi pensieri ad alta voce
Ma, diciamo, se la cosa non funziona
Sai dove trovarmi

Lo sguardo che dai a quel tizio,
lo voglio vedere…
che guarda dritto verso di me
Se potessi essere quel tizio, invece di me…
Non ti deluderei mai, non ti deluderei mai



06 ottobre 2009

My Timing is off



My timing is off
She isn't ready for my love
It's all that I got
But it's a pretty big thing
That she should recognize;
The truth between us cannot hide
She knows that it's real
But the situation doesn't fit
I know what I feel
And I know that this is really
Everything it's all about
And I don't have a single doubt
My timing is off
But sometimes that's how it all works
Believe it or not
We don't have a choice
In matters of the heart;
Just gotta be brave enough
To love and let yourself be loved
My timing is off
And I'm not worried 'bout a thing
She knows that it's real
She couldn't throw it all away
For fear of happiness
This isn't like that other mess

02 ottobre 2009

Creep

Il Vasco ha fatto uno sgarro.
E' inutile aggiungere altre parole.
E' inutile provare a difenderlo.
Creep è Creep, punto!

E citando testualmente Umberto: Per linkare questa canzone dovrebbero sempre esserci dei motivi più che importanti, oppure avere in mente una persona davvero speciale.
Io ho entrambe le cose.


13 agosto 2009

Noia

Come vi rapportate con la noia?
Quanto mai spiacevole?
O interessante e produttiva?

Oscar Wilde diceva: "C'è una sola cosa orribile al mondo, un solo peccato imperdonabile: la noia."
Giacomino invece: "La noia è in qualche modo il più sublime dei sentimenti umani."

A chi dare ragione?

Io comunque in pomeriggio di estrema noia Diamantese, ho provato a forografare tutti i murales che coprono le mura della cittadina calabrese.

Et voilà:

25 luglio 2009

Pigrizia

Facendo un giro su wikiquote, mi sono accorto che la maggior parte delle citazioni famose riguardanti la pigrizia sono negative, tranne giusto un paio.

  • Credo che la pigrizia sia dovuta a uno scarto di immaginazione Una semplice messa a punto ce ne guarirebbe. (Marcel Jouhandeau)
  • È pigro l'uomo che può far di meglio. (Ralph Waldo Emerson)
  • La logica è una forma di pigrizia mentale. (Marcello Marchesi)
  • La mediocrità di spirito e la pigrizia producono più filosofi che non la riflessione. (Luc De Vauvenargues)
  • La pigrizia è il rifiuto di fare non soltanto ciò che annoia, ma anche quella moltitudine di atti che senza essere, a rigore, noiosi, sono tutti inutili. (Henri De Montherlant)
  • La pigrizia è il rifugio degli spiriti deboli. (Philip Stanhope)
  • La pigrizia è madre. Ha un figlio, il furto, e una figlia, la fame. (Victor Hugo)
  • Oserò qui esporre che cosa prescriva la più grande, la più importante, la più preziosa regola di tutta l'educazione? Non già di guadagnare tempo, ma di perderne. (Jean-Jacques Rousseau)
  • Un pigro! Ma è un titolo, una missione, è tutta una carriera. Non prendetela a scherzo, è così. (Fëdor Mikhailovič Dostoevskij)
  • Una gran quantità di persone ha un'anima che adora nuotare. Volgarmente vengono chiamati pigri. (Henri Michaux)
Eppure cosa c'è di tanto negativo nell'essere "pigri"? cosa c'è di male nel lasciarsi trasportare incondizionatamente dagli eventi? Ma vorrebbe significare essere dei deboli, non sapersi imporre, non avere carattere, qualcuno potrebbe dire... e allora?

Ma ci ritroviamo in un mondo nel quale per farsi ascoltare devi uralre più forte di tutti gli altri - qualcuno potrebbe continuare- un mondo dove è fin troppo facile venire mangiati dal pesce più grande.

Si certo, tutto giusto. Non ho niente da obiettare, ma un mondo cosi mi fa alquanto schifo ("ibleah" direbbe qualcuno") non sono sicuro che mi piacerebbe lottare, ed alzare la voce per emergere in un mondo che si spaccia di ergersi sulle basi della meritocrazia, quando è lapalissiano che a sorreggerlo sono le solide fondamenta della "calcinculocrazia". Un mondo dove ormai non conta più nemmeno l'apparenza, perchè tanto qualcuno è arrivato a smentire la "realtà", riuscendoci tra l' altro.

Ecco allora io piuttosto che gettarmi nella calca per arrivare chisà dove, lottando, mentendo, strngendo, ungendo, preferisco lasciarmi trasportare dalle onde, in balìa di un placido mare ristagnate. Si, preferisco essere pigro, perchè tanto sudare a mare non serve davvero a nulla.

P.S. Uhm... ma io in realtà volevo caricare il video che incorniciava il mio immane sforzo, la mia sfida alla pigriza.... la grande salita... l'immane scalata, i nove piani a piedi.... bah.