29 gennaio 2010

Cazzo se eri schivo.

Era li. Nella sua casetta nel New Hampshire, non si faceva vedere, non rilasciava interviste, non pubblicava più nulla, anzi si incazzava pure e intentava cause legali con chi violava il copyright del Giovane Holden. Però era li. E la cosa mi rassicurava.
Ora invece già lo so, per quanto sia paradossale, ne sentirò incredibilmente la mancanza.



"E' buffo. Non raccontate mai niente a nessuno. Se lo fate, finisce che sentite la mancanza di tutti." (J.D. Salinger)

28 gennaio 2010

Le notti bianche

*Per il fenomeno delle aurore boreali, le notti di Pietroburgo, tra primavera ed estate, non sono buie, ma illuminate dal chiarore del cielo. Una luce pallida che contribuisce a creare la magia di una Pietroburgo irreale e fantastica.




-Notte Prima

Era una notte meravigliosa, una di quelle notti che ci capitano soltanto quando siamo giovani, caro lettore. Il cielo era cosi stellato così luminoso. che dopo averlo guardato, involontariamente ci si doveva chiedere:"Può vivere sotto un simile cielo gente iraconda e bizzosa?" Anche questa domanda è da giovani, caro lettore, molto da giovani, ma che il Signore la mandi spesso alla tua anima!... A proposito di persone bizzose ed iraconde, non posso dimenticare come mi condussi durante tutto quel giorno: una strana angoscia mi aveva tormentato fin dal mattino; mi era sembrato ad un tratto che tutti mi avessero abbandonato, che tutti si fossero allontanati da me. [...] Fu una cosa terribile rimaner solo, e per tre interi giorni gironzolai per la città, in preda ad una tristezza profonda, senza comprendere quel che accadeva in me. Andavo sul Nevskij, o al giardino, o passeggiavo sul lungofiume, ma non vedevo nessuno di quei visi che ero solito incontrare tutto l'anno, sempre allo stesso posto e alla stessa ora. A dire il vero quelle persone non mi conoscono, ma io le conosco tutte. Le conosco intimamente, come se avessi imparato le loro fisionomie, e mi rallegro quando esse sono gaie e mi rattristo se le vedo rannuvolate.

(Le notti bianche - Dostoevskij)

09 gennaio 2010

Les Madeleines


"in una giornata d’inverno, rientrando a casa, mia madre, vedendomi infreddolito, mi propose di prendere, contrariamente alla mia abitudine, un po’ di tè. Rifiutai dapprima, e poi, non so perché, mutai d’avviso. Ella mandò a prendere uno di quei biscotti pienotti e corti chiamati Petites Madeleines, che paiono aver avuto come stampo la valva scanalata d’una conchiglia di San Giacomo. Ed ecco macchinalmente oppresso dalla giornata grigia e dalla previsione d’un triste domani, portai alle labbra un cucchiaino di tè, in cui avevo inzuppato un pezzetto di Madeleine. Ma, nel momento stesso che quel sorso misto a briciole di biscotto toccò il mio palato, trasalii, attento a quanto avveniva in me di straordinario. Un piacere delizioso m’aveva invaso, isolato, senza nozione della sua causa. M’aveva subito resi indifferenti le vicissitudini della vita, le sue calamità, la sua brevità illusoria, nel modo stesso in cui agisce l’amore, colmandomi d’un’essenza preziosa" (Proust - Alla ricerca del tempo perduto)

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"Ma quando niente sussiste d’un passato antico, dopo la morte degli esseri, dopo la distruzione delle cose, più tenui ma più vividi, più immateriali, più persistenti, più fedeli, l’odore e il sapore, lungo tempo ancora perdurano, come anime, a ricordare, ad attendere, a sperare, sopra la rovina di tutto il resto, portando sulla loro stilla quasi impalpabile, senza vacillare, l’edificio immenso del ricordo” (Proust - La strada di Swann)

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"I legami fra una persona e noi esistono solamente nel pensiero. La memoria, nell'affievolirsi, li allenta; e, nonostante l'illusione di cui vorremmo essere le vittime, e con la quale, per amore, per amicizia, per cortesia, per rispetto umano, per dovere, inganniamo gli altri, noi viviamo soli. L'uomo è l'essere che non può uscire da sé, che non conosce gli altri se non in sé medesimo, e che, se dice il contrario, mentisce." (Proust - Alla ricerca del tempo perduto)

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"Ogni cosa è illuminata dalla luce del passato" (Dal film: Ogni cosa è illuminata)

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"Sulla spiaggia lattine anni 80 Quando il mare si incazza e riporta ricordi che avevi coperto di sabbia"(Brunori Sas - Guardia 82)



Mi sono divertito ad unire alcune citazioni sulla memoria. Partendo da uno dei più grandi scrittori del novecento, Proust, fino ad arrivare al cantautore Dario Brunori.
Ogni tanto cerco di pensare alla mia infanzia, ai miei giochi di bambino, alle sgridate, alle sbucciate... e mi sovvien ben poco. Mi rendo conto di ricordare poco e niente di ciò che mi sono lasciato alle spalle, e che pure corre sempre al mio fianco. E allora capisco quanto tutto sia irrimediabilmente legato alla "memoria involontaria", che attraverso un odore, un sapore, una melodia, una visione, una parola, mi travolge, facendomi tornare alla mente un frammento del passato altrimenti perduto per sempre. Essere "Colmati d'un essenza preziosa", è un'esperienza unica. Ogni apprensione contingente svanisce, per un momento si viene catapultati in un'altra dimensione; fatta di stupende sensazioni sensoriali, fumosa el contempo nitida, magica ed indescrivibilmente soggettiva.
Se mai vi capiterà una situazione da "madeleine", soppesatela e saggiatela il più possibile. Immergetevi in un bagno di reminiscenze. Lasciatevi trasportare dal flusso della memoria.
Piacevole, delicata o sofferente che sia. Gustatevela fino in fondo.

17 dicembre 2009

...momenti poetici.

C'è qualcosa di più poetico che sedersi sulla tazza del water, e vedere che sul mobiletto di fronte vi sono posati i Sonetti di Shakespeare? (Buon vecchio Blaise).
C'è qualcosa di più meraviglioso che aprire una pagina a caso e leggere:

Il tuo dono, il taccuino, è nel mio animo, bene impresso nella mia memoria imperitura, e vi rimarrà, più che in quei labili caratteri, oltre i limiti del tempo, fino all'eternità. O, almeno, finchè cuore e mente avranno dalla natura il priviliegio di sopravvivere. Finché ciascuno di essi non caderà all'oblio la sua parte di te, il tuo ricordo non potrà svanire. Quel modesto taccuino non potrebbe contenere tanto, né mi serve un registro per conteggiare il tuo caro amore; perciò ho osato da esso separarmi, affidandone il contenuto al mio spirito più fedele. Tenermi qualcosa per ricordarti, significherebbe ammettere ch'io mi possa di te scordare!

(Sonetti, 122esimo, Shakespeare)

01 dicembre 2009

Double decker bus


"Il ragazzo con la spina nel fianco/dietro il rancore nasconde/un atroce bisogno d'amore"


"...all'altezza del capolinea del 16 cominciava la salita e Aidi era impegnata a guidare, e lui sentiva che erano veramente una cosa sola, il petto contro la sua schiena e le mani sui suoi fianchi. I capelli le uscivano dal casco e al vecchio Alex era venuta in mente quella canzone degli Smiths, There's a light that never goes out, dall'album The queen is dead, quando più o meno dice: Non portarmi a casa stasera, pechè non è più la mia casa, ma la loro, e io non sono più il benvenuto. E se un autobus a due piani si schiantasse contro di noi, sarebbe un modo sublime di morire, e se un camion ci uccidesse tutti e due, morire al tuo fianco sarebbe un piacere e un onore, per me.
E su nastro era ancora niente! Aveva visto un vecchio concerto su Videomusic, e tanto per cominciare c'era Morrissey con quella giacca trionfante e la camicia aperta, che ballava come un clown, epico e grottesco allo stesso tempo, un mazzo di fiori bianchi ammosciati in mano allegoria sublime che ricordava We're the flowers in the dustbin dei Sex, e non appena attaccava And if a double-decker bus crashes into us, il teatro esplodeva, e migliaia di ragazzi si mettevano a cantare QUANTO sognavano di morire insieme.
Be' gli veniva in mente proprio questo. Non che sperasse che Aidi tirasse dritto alla prossima curva in modo da volare giù belli sparati per la scarpata, però tornava fuori un'altra volta la magia di essere insieme, e il fascino di non capire esattamente cosa volessero uno dall'altro, perchè soltanto dandosi la mano - uh - avevano già tutto..."


(Jack Frusciante è uscito dal gruppo - Enrico Brizzi)